Come imparare ad essere multitasking

State lavorando a più progetti contemporaneamente? Allora avete adottato lo stile di vita “slash” (che è il simbolo /). Il concetto è stato avanzato dall’autrice newyorkese Marci Alboher e descrive quei lavoratori che non riescono a dare una sola risposta alla domanda “Che lavoro fate?”.
Ad esempio, di professione siete insegnante/musicista/web designer. La molteplicità è assolutamente affascinante, ma come potete svolgere contemporaneamente tutti questi lavori? E poi, che sicurezza avete di ricavare entrate costanti?
Per riuscire a mantenere il quadro di insieme, provate a classificare i vostri progetti attuali (professionali e privati) con l’aiuto della matrice project-portfolio. Posizionate i “lavori in corso” in base ai fattori costi e tempi. Consiglio: nel caso dei costi non pensate solo al denaro, ma anche alle fonti coinvolte, come amici, energia, impegno psicologico, etc.
Tempi e costi sono solo due esempi: potete completare gli assi anche con valori personali. Per esempio, l’asse delle X potrebbe essere “Quanto mi aiuta questo progetto a raggiungere la meta che mi sono prefisso?”, mentre quello delle Y: “Cosa imparo da questo progetto?”. Ora inserite i vostri progetti nella matrice, tenendo in considerazione l’asse “che favorisce la meta” e quello “istruttivo”.
I risultati vanno letti nel modo seguente:
- a- rifiutate quei progetti che non forniscono alcun insegnamento nè corrispondono a una visione preordinata;
- b- i progetti con un elevato potenziale di insegnamento, e tuttavia poco conformi alla vostra visione, sono interessanti ma non utili per il vostro scopo. Cercate di modificarli in modo che siano utili alla vostra visione;
- c- i progetti corrispondono alla vostra visione, ma imparate ben poco di nuovo. Cercate allora qualcuno che li faccia al vostro posto;
- d- potenziale di insegnamento e corrispondenza alla propria visione armonizzano? Congratulazioni!
“Dividete in modo attento e ordinato nei singoli scomparti tutti i vostri progetti, anche quelli che non hanno successo.”
Fonti: Mikael Krogerus, Roman Tschäppeler (Rizzoli)